Per la serie "oggi parliamo di", e "LOST", oggi trattiamo un argomento a me molto caro, talmente caro che credo sia la mia frustrazione maggiore assieme al cavo delle cuffie dell'ipod/iphone che puntualmente si imbriglia e con il quale perdo molto tempo a combattere: il tennis d'inverno.
Gli appassionati di tennis giocano quando il tempo è bello, specie d'estate, per poi smettere d'inverno quando i campi (nella quasi totalità in terra rossa nella nostra provincia) diventano pesanti, umidi e le palline diventano marroni fino a confondersi con il manto. Chi però ama questo gioco o lo pratica in forma agonistica deve necessariamente trovare una soluzione. Il periodo dei tornei è morto in questo lasso di tempo, si riparte più o meno a marzo, però ci si deve pur allenare.
E se piove per quindici giorni di fila come in queste ultime due settimane? T'attacchi.
Eh si perchè Frosinone-città-capoluogo-di-provincia non ha un campo da tennis al coperto.
Pur avendo tanti tennisti, pur calamitando a sè i tennisti dell'hinterland, il capo(non)luogo Frosinone non ha campi da tennis al coperto.
L'unico campo coperto è quello del Park Club che però sta ad Alatri, pur rimanendo comodissimo visto che è sito proprio al confine con Frosinone. E i campi poi sono di erba sintetica, roba antipatica agli amanti dello sport con la racchetta.
La città non offre tennis al coperto. Il risorto Tc Enal sta per coprire un campo, doveva essere già pronto ma problemi con i lavori connessi al restauro della piscina comunale hanno impedito il tutto. Un film già visto che ha penalizzato i soliti: gli utenti/cittadini.
Nessun imprenditore privato della città ha pensato di investire in tal senso. Si vociferava di rimettere mano all'ex circolo "Il Casale", zona aeroporto, che ho avuto modo di vedere oggi in stato di totale abbandono, con l'erba alta 2 metri. Un vero peccato perchè era una struttura di qualità. Comunque di questo progetto non se n'è fatto ad oggi nulla.
Non rimane quindi che emigrare verso Isola del Liri, Sora, Arce, Cassino (per citare i primi che mi vengono in mente) spendendo un bel po' di soldi per campo-luci-benzina. A Frosinone evidentemente non ce lo meritiamo.
I campi da tennis sono strutture private quindi le responsabilità sono degli imprenditori, ma i nostri amministratori hanno pensato di adoperarsi in tal senso per ovviare a questa lacuna? Il Tc Enal è un impianto comunale se non sbaglio, sebbene gestito in concessione. E il Coni col suo famoso credito sportivo? Dall'alto delle sue infinite risorse quali strutture sportive ha realizzato a Frosinone?
A me non viene in mente niente. a voi?
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venerdì 15 gennaio 2010
mercoledì 13 gennaio 2010
C'è solo il MAC! (non i computer eh!)
La nostra colpa è stata quella di aver dormito fino a tardi. Come? Ma dovevate andare a lavorare? No no, era il 2 gennaio, tutti in ferie, e per di più era sabato, il sabato dei saldi! Si vabbè, ma che è successo? Eh niente, non siamo riusciti a pranzare fuori.
Si, è successo, sabato due gennaio, il sabato d'apertura dei saldi a Frosinone, alle tre scarse del pomeriggio non siamo riusciti a mangiare. Ero appena tornato da un capodanno spagnolo, dove avevo pranzato, cenato e colazionato agli orari più impensabili senza alcun problema, tutti i giorni (31 e 1) compresi praticamente dappertutto. Torno a Frosinone e non riesco a pranzare fuori. Lungi da me l'idea di fare il paragone grandecittàspagnola-Frosinone, non avrebbe senso, ma voglio raccontarvi questa giornata.
Alle due e mezza usciamo, e l'idea è quella di pranzare qualcosa fuori per poi fare un giro shopping senza nulla a pretendere per le "vie del centro" (si vabbè). Si va in un noto locale a piazza De Matthaeis che di solito è aperto per pranzo tutti i giorni. Chiuso. Sparo una battutina di quelle banali, tipo "misà che ci toccherà andare dal Mac". Lo sguardo che ricevo è di quelli che più o meno recita "manco pe che scherzo".
Giro nella parte alta del capoluogo. Tutto chiuso. Gente per strada? Circa 20, 30 unità. Torniamo giù, abbassiamo le pretese e cerchiamo una pizzeria al taglio. A via Aldo Moro una era chiusa, l'altra stava riaprendo e non aveva niente. Ci rechiamo quindi in un bar dove avevo pranzato una volta. Chiedo, "ma si può mangiare qualcosa?". Barista: "solo piadine". Già profondamente scazzato comunque gongolavo all'idea, alchè chiedo se ce ne fosse qualcuna vegetariana per la mia partner. Risposta: "no". Ovvio. Ma chi ci pensa ai diversamente mangiatori ? Sconsolato, e per solidarietà, rinuncio chiedendo due prosecchi abbracciando volutamente la strada dell'alcol. Non ci offrono manco le patatine, dobbiamo chiederle (e stiamo in locale glamour, di quelli che si fanno pubblicità sulle riviste locali). Sconsolati a Frosinone. E affamati.
Morale. Questa città ti impone i suoi orari. Vuoi pranzare? Ok, ma a ora di pranzo. Cena? si ma non fare tardi che il forno potrestri trovarlo spento. Hai degli orari diversi dai nostri? So cazzi tua.
Stendo un velo pietoso sul fatto che praticamente via Aldo Moro fosse deserta alle 4 del pomeriggio nella giornata dei saldi. Mi sarei aspettato un po' di vitalità, ma evidentemente non me lo merito.
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